martedì 7 giugno 2011

Le mie Recensioni # Un Tranquillo Weekand di Paura




















REGIA: John Boorman;
ANNO/LUOGO: 1972/USA;
GENERE: drammatico;
ATTORI PRINCIPALI: Jon Voight, Ned Beatty,
Burt Reynolds, Ronny Cox.

"-Ma che bel posto!
-Si, peccato che domani verrà sepolto dal cemento!"

voto: * * * *

Quattro amici decidono di passare un weekand immersi nella natura discendendo il fiume Cahulawassee in canoa. Tutto sembra tranquillo fino all'incontro di due boscaioli del luogo che trasformano la loro vacanza in un incubo senza fine...

Premesso che il titolo in italiano non c'entra una mazza con il film, che aveva come titolo originale Deliverance (ovvero Liberazione) questo, è un film davvero ben fatto, con una originale trama, un buon ritmo, ottimi attori e una particolare intensa colonna sonora. Un plauso a Boorman che con pochi elementi è riuscito a fare un film coinvolgente e allo stesso tempo sconvolgente.
Tecnicamente non essendoci il bisogno di effetti speciali il film fila liscio come l'olio, la fotografia e i colori sono tipicamente anni 70 e la colonna sonora, quasi interamente suonata da chitarra e banjo è davvero una piccola perla soprattutto per come viene inserita. Gli attori ci regalano un'ottima prova e tra tutti spicca un giovanissimo Jon Voight, talmente giovane che nemmeno lui si ricorderà di aver fatto questo film! XD
Ma giungendo alla trama, sotto uno strato di elementi apparentemente superficiali, la pellicola racconta una storia ben più profonda ed assai dura da digerire.
Cosa c'è di meglio di una bella vacanza con gli amici immersi nella natura? Niente! a meno che quel verde che vi circonda non sia solo un'illusione di pace e tranquillità capace di tirar fuori i lati peggiori dell'Io celando malati comportamenti di esseri viventi (pensanti?) che, tornati a bestie, hanno perso quasi totalmente la ragione e danno sfogo ai più profondi istinti primordiali... O_O
*Attenzione Spoiler*
Non dura gran che infatti l'idilliaca visione di pace iniziale: il paesino che incontrano i nostri 4 amici, partiti per una vacanza in cerca di divertimento, è stranamente abitato da una alta maggioranza di ragazzini malformi e di adulti ritardati, cosa che inizialmente non ha spiegazione, ma non ci vorrà molto a capire che quel meraviglioso paesino tra i boschi, così lontano dalla civilità, non è atro che una piccola malata società in cui tutti fanno parte dello stesso nucleo, dove tutti sono mossi solo e soltanto dall'istinto animale. Non è un caso che vi siano solo bambini deformi e adulti ritardati: gli altri non sopravvivono! (se pensate che ancora oggi, anche in Italia, esistono ancora comunità come queste mi si gela il sangue!)
Il film però scorre inizialmente incurante delle stranezze che circondano i nostri 4 e ci allieta come fosse una commedia fino a che non vira improvvisamente tramutandosi in un dramma vero e proprio: con una agghiacciate scena di stupro, le tinte si fanno cariche di blu, si perde totalemente quell'atmosfera pastello, tipica delle pellicole anni 70, che fino a quel momento aveva accompagnato la storia e tutto diventa tensione.
I dialoghi si fanno più forti e più frenetici e più passano i minuti e più aumenta la paura: la paura di essere scoperti, la paura di ciò che si è fatto, la paura di non dimenticare.
Da ricordare, a questo punto, la sequenza in cui i 4 devono decidere cosa fare dopo l'uccisione dello stupratore: scena che solitamente, in un film come questo, sarebbe durata un secondo e che qui invece ha tutto il tempo di diventare tensione pura tanto da coinvolgerci a tal punto da farci sembrare presenti, anche noi con un'incudine che pende sulla nostra testa.
Da li ogni scelta del gruppo diventa obbligata: vivere insieme morire da soli (LOST), mi sembra la citazione più appropriata! Inutile cercare una propria via, il gruppo deve muoversi come un solo essere o il castello crolla.
La paranoia diventa palpabile ed è facile a questo punto travisare anche il minimo cambio di vento; in un secondo si finisce per scavarsi la fossa con le proprie mani.
Altra sequenza degna di nota è "il funerale" del musicista accompagnato dalle sue note allegre che qui sembrano starci come il cavolo a merenda ma che in realtà rendono il tutto perfettamente armonico (gran bella scelta!)..
Ma la storia finisce bene, o almeno così pare: 3 sono vivi e riescono a farla franca.... si... davanti alla legge... forse... Ma mai davanti alla loro coscienza.

CONSIGLIATO: Assolutamente si!

1 commento:

  1. Grande film, esempio per numerosissimi altri, buoni o meno.
    E ancora oggi da brividi.

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