giovedì 6 gennaio 2011

Hereafter




















REGIA: Clint Eastwood;
ANNO/LUOGO: 2010/U.S.A;
GENERE: drammatico;
ATTORI PRINCIPALI: Matt Damon,
Cécile de France, Jay Mohr, Frankie McLaren.

"Il mio non è un dono, è una condanna"

voto: * *

Tre storie parallele raccontano diverse esperienze legate alla morte: George Lonegan è un sensitivo che sta vivendo una grande crisi esistenziale legata al suo "dono", Marie Lelay è invece una giornalista sopravvissuta ad uno tsunami e infine Marcus, un bambino che vive una situazione familiare disastrosa...

Attratta dalla regia del grande Eastwood mi sono precipitata al cinema per vedere questo suo nuovo lavoro che però purtroppo mi ha al quanto delusa.
La trama, che porta avanti parallelamente le 3 storie, oltre a farci piangere dall'inizio alla fine non decolla lasciandoci un agrodolce che rimane e non se ne va.
Il tema scelto (oramai trito e ritrito) poteva esser sviluppato meglio e poteva prendere una piega meno vaga e parruccona. (ecco che infatti nei titoli di coda vedo apparire il nome tra i tanti di Steven Spielberg che di film un tantino parrucconi ne ha fatti e qui mi si spiega l'inghippo eheh) Ovviamente non mi aspettavo certo risposte sul senso della vita però speravo che il tutto ci venisse argomentato un pò meglio anche perchè di occasioni e spunti cen'erano tanti volendo (per esempio quando Marie vuole rivolgersi con il suo libro alla politica).
Purtroppo la storia, come ho detto, si limita a farci commuovere.
La scelta degli attori è tranquilla specie quella di Matt Damon (probabilmente oramai "adottato" da Eastwood come DiCaprio da Scorsese) che non dice propio nulla e ci regala una prova al quanto standard come al solito.
Bravo invece il piccolo Frankie McLaren (Marcus) che riesce a mostrarci la disperazione che si cela dietro un bimbo timido ed introverso.
Tecnicamente non vi sono grandi effetti speciali se non nella prima sequenza (nemmeno così ben fatti visti i tempi che corrono). Molto fanno i colori scuri che caratterizzano la maggior parte delle scene.
La colonna sonora scritta dallo stesso Clint Eastwood sottolinea la drammaticità del film con il suo blues di chitarra lento e sofferto.
In conclusione, Hereafter è un film "tranquillo" da vedere senza troppe aspettative, un piccolo sfizio di un grande regista.
Peccato.

CONSIGLIATO: no.





10 commenti:

  1. non ancora visto, però ho sentito pareri contrastanti tra l'esaltato e il deluso come nel tuo caso.. un clint che sta dividendo come non mai

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  2. @Marco

    Hai ragione! Ora manca il tuo parere! ;)

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  3. uhm mi dispiace ti abbia delusa, a questo punto temo anch'io di non rimanerne entusiasta... un po' come capitò ai tempi di flags of our fathers, film doppio risollevatosi poi a mio avviso con lettere da iwo jima...
    grazie per la rece e complimenti per i testi del tuo blog, lieto di averti "incontrato" in rete ;)
    a presto,
    marco
    CN

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  4. @MarcoMichele

    Si è dispiaciuto molto anche a me, speravo davvero in qualcosina di meglio vista la regia.. eh vabè anche i grandi toppano ehehe

    Grazie per esser passato e per i complimenti!
    Spero continuerai a seguirmi! :)

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  5. mmm a me già non ispirava nulla prima, adesso poi -_-

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  6. Mi trovo in profondo disaccordo, rispetto a Hereafter. L'ho trovato estremamente leggero e delicato, per essere un film sulla perdita e la morte girato da un Maestro che ci si avvicina pericolosamente, e non solo: oltre alla tecnica, sprizza a mio parere una voglia di vivere incredibile.
    Di molto superiore al suo vero flop degli ultimi anni, Changeling.

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  7. @pavona
    si non ti perdi nulla!

    @MrJames
    Beh che dire i gusti son gusti.
    A mio parere non è così lontano da Changeling.
    :)

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  8. Concordo assolutamente con i gusti che sono gusti.
    Ma continuerò ugualmente a difendere Hereafter a bottigliate, come feci, a suo tempo, per il più sottovalutato film di Scorsese, The aviator, un vero filmone bistrattato da quasi tutta la critica.

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  9. @MrJames
    E fai bene! Ritengo giustissimo difendere le proprie ragioni! :)

    Su The Aviator concordo con te, è stato un film sottovalutato e non capito. Anche lì un DiCaprio da oscar!

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  10. Concordo quasi su tutto. Sulla trama che non decolla in particolare. Mi sarei aspettata un parallelismo più ardito tra le storie, che invece convergono alla fine in modo troppo macchinoso e superficiale. Non ho visto Invictus, ma la tematica poteva essere trattata andando più a fondo, come fece con Gran Torino

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