mercoledì 26 gennaio 2011

Dogville




















REGIA: Lars Von Trier;
ANNO/LUOGO: 2003/Danimarca/Svezia/Francia/Norvegia/Paesi Bassi/Finlandia/Germania
/Italia/U.S.A/Regno Unito;
GENERE: drammatico;
ATTORI PRINCIPALI: Nicole Kidman, Paul Bettany,
Jeremy Davies, Philip Baker Hall, Stellan Skarsgård;
COLONNA SONORA: Antonio Vivaldi.

"Non è un crimine dubitare di se stessi"

voto: * * * *

Siamo in una piccola cittadina chiamata Dogville, tutto sembra scorrere tranquillamente fino a che non arriva Grace, una giovane ragazza in fuga da alcuni gangster. La cittadina eccetta di nosconderla, in cambio Grace inizierà a lavorare per loro ma purtroppo le cose saranno più complesse di quello che sembrano...

Finalmente sono riuscita a vedere questo famosissimo Dogville! Ammetto che lo avevo volutamente lasciato lì per paura che fosse una cavolata immensa ma fortunatamente mi sbagliavo.
E' un film davvero particolare e tosto da digerire. Vi avverto, non cominciate a vederlo se:
-non avete 3 ore di tempo (il film dura 178 minuti ma poi vi servirà un'altra ora almeno per riprendervi)
-se siete stanchi e/o depressi perchè potrebbe darvi la mazzata finale!
I contenuti sono pazzeschi e riportano perfettamente tutta l'ipocrisia, l'egoismo e in generale la pazzia umana in tutte le sue sfumature e lo fanno grazie a una serie di personaggi che sembrano arrivare direttamente dall'Inferno (o se preferite dal mondo marcio che ci circonda).
Grace (la protagonista) è il personaggio perfetto, fragile, impaurito, insicuro che rappresenta coloro che tentano, e allo stesso tempo hanno paura, di entrare a farne parte.
Questo film ci pone davanti a moltissimi quesiti sulla vita che spesso (forse proprio per paura di darne una) rimangono senza risposta.
A dar man forte al tutto vi è il gran cast formato da grandi attori strafamosi tra cui, ovviamente, Nicole Kidman (sempre bravissima), Stellan Skarsgård (Prigione di Vetro, L'esorcista la genesi ecc) Jeremy Davies (nei nostri cuori con il suo mitico Faraday in LOST), Philip Baker Hall (Magnolia ecc) ,Patricia Clarkson (che abbiamo rivisto anche nel recente Shutter Island) e così via.. gisto per citarne alcuni.
Un'altro elemento forte, che caratterizza il film in tutta la sua complessa durata è la scenografia praticamente assente che lo rende praticamente una specie di rappresentazione teatrale.
Tutto è giocato su musiche, cambi di luce e soprattutto sui dialoghi che fanno veramente TUTTO il film. Scelta moooolto coraggiosa ma totalmente vincente per un film che, come questo, vuole far pensare e non "distrarre" con inutili tramonti, lune piene e parsaggi mozzafiato alla americana.
La cosa bella è che le situazioni coinvolgono talmente che, anche se inizialmente si rimane spiazzati, man mano che il fim prende campo si inizia, non solo a non farci più caso ma bensì ad immaginare le cose che ci vengono descritte come se si stesse leggendo un libro, un ottimo libro.

Il finale poi, lascia un certo amaro in bocca, non tanto per quello che accade che già di per sè è terribile, quanto per l'empatia che ti costringe a provare verso Grace, godendo brutalmente nel vedere quel che accade a Dogville.
Opinabile infine la scelta di inserire nei titoli di coda una serie di immagini drammatiche senza senso (ma perchè??) non eravamo già abbastanza sconvolgti dal film? vabè..
In conclusione Dogville è un film da vedere almeno una volta nella vita (forse anche una sola poichè personalmente non sò se riuscirò a riverlo molto facilmente). Vi accorgerete di guardare non dentro una tv ma dentro lo specchio dello nostra inumana società.

CONSIGLIATO: Assolutamente si!


2 commenti:

  1. Non lo rivedo da anni, ma ho ancora le cicatrici.
    Un film incredibile, il migliore di Von Trier prima del delirio d'onnipotenza attuale.

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  2. come tutti i film di von trier meglio vederlo una volta sola.
    le onde del destino forse l'ho visto due volte, ma comunque sono troppo una sofferenza di esperienza, quindi meglio non bissare :)

    prima di vederlo ero scettico per l'ambientazione pseudo teatrale, e invece si rivela la particolarità in più per un film bastardo ma estremamente interessante

    RispondiElimina

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